lunedì 7 giugno 2010

L' acquario non è un film....


La Disney-Pixar sbarca in Italia con un film di animazione strepitoso, non solo da un punto di vista tecnico, ma anche per una storia molto appassionante e ben strutturata in cui Marlin, il padre di Nemo (un pesce pagliaccio), percorre mezza costa australiana per ricercare il figlio finito in un acquario di un dentista di Sidney.
La storia è incentrata quindi su questa affannosa ricerca, ricca di insidie e difficoltà, ma alla fine tutto… beh, non vi diciamo altro così non vi roviniamo il finale.
Noi di AcquaPortal ci occupiamo volentieri di questo film poiché il tema “acquario” è molto trattato durante il racconto. Ci teniamo a specificare anche che il film è ben organizzato da un punto di vista “acquariofilo”, nel senso che il famoso dentista tiene molto ai suoi pesci e li cura nel migliore dei modi non facendogli mancare nulla. Poi è naturale che gli ospiti dell’acquario parlino, nel film, frequentemente di libertà e organizzino piani di fuga astrusi e rischiosi, ma questo… è il film appunto e non la realtà.
Questo articolo, quindi, ha lo scopo principale di educare i nuovi acquariofili, di cui molti saranno giovanissimi, a gestire un acquario nel migliore dei modi e ad amare e rispettare i futuri ospiti.
Diciamo subito che gestire un acquario richiede delle regole ben precise e che queste differiscono, in parte, tra un acquario d’acqua dolce e un acquario d’acqua marina. Quest’ultimo richiede una maggiore conoscenza del funzionamento e mantenimento di un acquario e introduce prodotti e accessori che nell’acquario d’acqua dolce non troviamo. Ci teniamo a sottolineare questo aspetto, perché se vostro figlio vuole a tutti i costi un pesciolino che sia Nemo e cioè un Amphiprion ocellaris, fate il possibile per distoglierlo da questa cosa, almeno che non siate degli acquariofili già esperti e quindi vi possiate occupare voi del nuovo acquario, che sarà appunto un acquario marino, essendo Nemo un pesce d’acqua salata.
Nemo è un Pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris). E' uno dei pochi pesci in grado di entrare in contatto coni i tentacoli degli anemoni e non venire urticato.
(Foto Roberto Sozzani)
con questo non vogliamo dire che non dovete comprare a vostro figlio un acquario, ma che la scelta dovrà ricadere su un pesce d’acqua dolce tropicale, che può avere anche colori molto più belli del nostro amico e che richiede una preparazione molto più semplice per gestirlo al meglio.
Chi lo ha detto che gli acquari d'acqua dolce sono brutti?
Guardate questo splendido acquario allestito con molte piante.
Se però siete determinati a realizzare un acquario d’acqua marina, la cosa è sicuramente possibile.
Negli ultimi anni sono stati realizzati accessori che permettono di ricreare al meglio le condizioni ottimali per l’allevamento di pesci ed invertebrati marini. Dai sistemi di depurazione dell’acqua, all’illuminazione, all’analisi dei valori chimici, ecc. Inoltre, grazie ai continui approfondimenti di appassionati di tutto il mondo si è imparato a conoscere al meglio le abitudini di vita e le esigenze di gran parte degli organismi marini.
Quindi ripetiamo, la cosa è sicuramente possibile e i risultati sono eccellenti, ma per la riuscita è necessario documentarsi con passione e seguire scrupolosamente determinate regole basilari. Il trascurare una sola di queste regole significa andare incontro ad un insuccesso o ad un successo parziale che determinerà, oltre ad una vostra delusione per aver fallito, la morte di tanti animali.
Un acquario marino di barriera con invertebrati.
La cosa migliore è documentarsi prima dell’acquisto dell’acquario, in modo di essere a conoscenza degli accessori necessari e quelli inutili e di essere coscienti che per avere successo nell’acquario marino è necessario un investimento maggiore rispetto ad uno d’acqua dolce. Non lasciatevi convincere quindi se vi viene detto che è possibile allevare animali marini in acquari nati per l’acqua dolce. Non è vero! Alcuni degli accessori disponibili non sono adatti e vanno, o potenziati, o sostituiti con altri più efficienti (ad esempio l’illuminazione e il sistema di filtraggio).
Anche l’allestimento è fondamentale, una delle regole più importanti per avere buoni risultati è quella di utilizzare un grande quantitativo di rocce vive che purtroppo hanno un costo elevato.
Sono tantissimi gli appassionati che scrivono sul nostro forum che hanno avuto cocenti delusioni.
Hanno investito un sacco di soldi senza documentarsi e solo dopo vari insuccessi hanno iniziano ad informarsi (ad esempio facendo domande sul forum) per scoprire di avere sbagliato tutto, di aver inserito rocce normali e non vive, di aver acquistato accessori inutili e di non averne acquistati di fondamentali o di aver introdotto animali non compatibili. Con questo non vogliamo togliere l’entusiasmo, spaventare o demotivare nessuno.
Anzi, stiamo dicendo che un acquario marino è realizzabile, gestibile abbastanza facilmente (se si sa cosa si deve e non si deve fare), e splendido, ma che è meglio documentarsi in modo molto approfondito prima di farlo e non dopo.
Altra cosa da non fare è quella di pretendere di allestire acquari marini di soli pesci senza invertebrati.
Fortunatamente era una pratica in voga negli anni ottanta e che sta cadendo in disuso.
Gli invertebrati (coralli) sono quegli splendidi organismi che sembrano piante (in quanto stanno fissi ancorati al substrato) ma che in realtà sono animali. Sono fondamentali per ricreare le condizioni dell’acqua per l’allevamento dei pesci. Un acquario concepito correttamente per l'allevamento di invertebrati è garanzia di successo e della salute anche dei pesci.
I pesci che possono essere allevati senza invertebrati sono davvero pochi e sono quasi sempre robusti predatori (pesci balestra, cernie, murene, ecc). La maggioranza dei pesci, viceversa, se allevati in acquari non concepiti per l'allevamento di invertebrati, deperiscono e muoiono velocemente.
Ricordiamo, infine, che molti pesci od invertebrati marini non sono compatibili tra loro ed alcuni non sono assolutamente allevabili neppure in acquari di barriera con invertebrati in quanto hanno esigenze di alimentazione particolari o sono sensibili ad alcuni parassiti o valori dell’acqua non perfetti. Tutti questi animali dovrebbero rimanere a casa loro e non dovrebbero neppure entrare nel circuito commerciale, ma purtroppo di sovente questo accade. Documentatevi bene quindi sulle esigenze e le caratteristiche di ogni animale prima dell’acquisto.
Esempi di animali non adatti alla vita in cattività: i Chaetodon e i Nudibranchi
Come detto, l’hobby dell’acquariofilia è un hobby che va intrapreso rispettando alcune regole base che permetteranno ai nostri futuri ospiti di vivere al meglio in acquario e se questo sarà fatto, vostro figlio (o voi stessi), potrà ammirare e imparare tantissime cose, perché questo hobby offre la possibilità di iniziare a conoscere una moltitudine di discipline come la chimica, la biologia, la zoologia, la botanica, il fai da te, e vedere degli esseri viventi che si riproducono, che curano la loro prole e il territorio, che socializzano anche con l’uomo è qualcosa di veramente straordinario.
Essere acquariofili deve significare soprattutto amore per la natura e rispetto per gli animali. Non cadete, poi, nello stereotipo che un acquario è semplice da gestire e che non va mai cambiata l’acqua, ma non siate neanche intimoriti nel credere che sia complicato e che tanto tutti i pesci muoiono dopo qualche giorno… entrambe le cose non sono vere! Un acquario è molto di più di quanto uno possa immaginare inizialmente e soprattutto non è difficile da gestire se si seguono delle semplici regole e non porta via assolutamente molto tempo (in un acquario d'acqua dolce bastano anche solo 60 minuti alla settimana per curarlo). Poi con il tempo, se la passione cresce, si può intraprendere il grande passo verso l’acquario marino, oppure restare al dolce e allevare e riprodurre pesci particolari, oppure… continuare a gestire lo stesso acquario.
Il nostro consiglio, quindi, è quello di leggere sempre con attenzione le istruzioni che si trovano all’interno del vostro nuovo acquario e seguirle alla lettera. Prendete anche le guide che mettono a disposizione gratuitamente le aziende del settore e che solitamente si trovano nei negozi specializzati, o meglio ancora iniziate la vostra avventura leggendo gli articoli che trovate in queste tre sezioni di AcquaPortal:
Guide Dolce (per iniziare con l’acquario d’acqua dolce)
Guide Marino (per iniziare con l’acquario d’acqua marina)
Acquari made in Italy (per vedere come hanno allestito il loro acquario altri appasionati)
In conclusione, la parola chiave per iniziare al meglio questo hobby è “pazienza”. Se avete letto le guide di cui sopra vi sarete accorti che avere fretta nell’inserire i pesci, ad esempio, porta spesso alla loro morte, quindi, siate sensibili a queste cose e non le sottovalutate!
Buon film a tutti e benvenuti in questo fantastico mondo!
I personaggi del film
Nemo - Amphiprion ocellaris

Amphiprion ocellaris è un pesce che può essere allevato in acquario anche se abbastanza sensibile ad alcuni parassiti della pelle. Vive in simbiosi con gli anemoni. E' uno dei pochi pesci marini riprodotto in cattività.

Dory - Paracanthurus epatus

Paracanthurus epatus è un Pesce chirurgo. Può vivere a lungo in cattività anche se è sensibile a malattie della pelle.
Ha bisogno di ampi spazi per nuotare, buone condizioni dell'acqua e una dieta vegeteriana.

Bubble - Zebrasoma flavescens

Bubble (Zebrasoma flavescens) come Dory è un pesce chirurgo. E' un pesce robusto che può essere allevato abbastanza facilmente. Anche lui ha bisogno di ampi spazi per nuotare, buone condizioni dell'acqua e una dieta vegeteriana.

Branchia - Zanclus cornutus

Lo Zanclus cornuts è un pesce non adatto ad essere allevato in cattività. Sono pochi gli acquariofili che sono riusciti a mantenerlo in vita per lunghi periodi. La stragrande maggioranza delle volte deperisce e muore in breve tempo.

Bombo - Diodon istrix

Bombo è un pesce istrice, ha la caratteristica di gonfiarsi estroflettendo i suoi aculei nel caso di pericolo. E' un pesce abbastanza robusto ma non adatto per acquari con invertebrati.

Jacques - Lysmata grabahmi

I gamberetti sono utilissimi in acquario in quanto instancabili pulitori di residui di cibo e parassiti dei pesci. Sono però abbastanza delicati e necessitano di acquari realizzati in modo corretto.

Diva - Fromia elegans

Le stelle marine sono molto delicate.
Difficilmente sopravvivono a lungo in cattività.

Gluglù - Gramma loreto

Il Gramma loreto è un pesce di piccole dimensioni. Abbastanza robusto può essere allevato in acquari di barriera anche non eccessivamente grandi.

Deb - Dascyllus aruanus

Il Dascyllus aruanus è un pesce molto robusto che si adatta facilmente alla vita in acquario. Crescendo può diventare un po' aggressivo.

Se volete maggiori informazioni su pesci e invertebrati potete consultare le Schede di AcquaPortal

Prima di diventare acquariofili...


Oltre a tutti i consigli in cui vi imbatterete quando vi verrà in mente di entrare nel mondo dell'acquariologia, ecco alcuni punti che occore avere chiaro in mente prima di iniziare e che possono evitarvi cocenti delusioni...!

* NON COMINCIATE CON UN ACQUARIO DA 600 LITRI

Sebbene sia vero che un acquario molto voluminoso è a tutti gli effetti più rispettoso del 'biotopo', ossia permette l'instaurarsi di un ecosistema più stabile e piacevole per i pesci, cominciare con un grosso acquario rappresenta un certo rischio per la... salute mentale del neo-acquariofilo. Tanto per fare un esempio, un conto è cambiare l'acqua ogni due settimane per il 25% su un 70 litri (operazione che richiede una decina di minuti e può essere eseguita anche con delle bottiglie di plastica) e un altro è fare lo stesso su un acquario da 160 litri (o più). Inoltre i costi di impianto e di manutenzione aumentano in proporzione quasi cubica, per non parlare della difficoltà di illuminazione e di "mantenimento fisico" (siete disposti a bagnarvi fino alle spalle ogni volta che dovete traslocare una pianta?).
Certamente tutto questo è compensato dalla maggiore soddisfazione di avere mezzo Rio delle Amazzoni in casa piuttosto che una... pozzanghera di Sumatra, ma siate consapevoli di quello che state facendo, tenendo conto delle vostre capacità economiche e su quante persone potete contare per le "grandi manovre".
Un acquario piccolo ben gestito può diventare un gioiellino. Probabilmente l'ideale per iniziare è intorno agli 80 litri.

* POSSIBILMENTE NON PRENDETE LA PRIMA VASCA CHE CAPITA

Domande che dovrete assolutamente porvi: so dove metterla? Ho un mobile abbastanza robusto da reggerla? Il pavimento reggerà (!)? Se non ho un mobile, ho lo spazio per metterne uno apposito? E' di una marca decente (lasciate perdere quelli da supermercato!)? E' più profondo che alto? E' abbastanza illuminato (0.5 watt per litro)? Posso installare un riflettore? Posso cambiare le lampade con altre oppure sono di un tipo non standard? L'impianto di illuminazione permette l'uso di un timer? E' possibile installare una mangiatoia automatica? Quanto materiale è compreso nel prezzo? ... Le domande sono molte altre, ma non voglio confondervi le idee (dopotutto siete principianti, no?). Difficilmente troverete un acquario che risponda a tutte queste esigenze; cercatene uno che ne soddisfi il più possibile. Potete anche optare per l'acquario artigianale, cioè costruito a mano da un esperto; spesso i negozi stessi offrono questa opportunità. Il vantaggio di questa scelta è la possibilità di assemblare come meglio credete l'acquario; uniche due incognite sono il prezzo finale e l'aspetto estetico.
Un' ultima osservazione per una particolare categoria, gli acquari aperti. Creano una serie di piccoli problemi sui quali non mi dilungo (per esempio il rischio che i pesci saltino fuori dell'acqua e il progressivo 'indurimento' dell'acqua, causato dai continui rabbocchi dovuti all'evaporazione), perciò non sono molto indicati come acquari "per iniziare".

* NON INVENTATEVI NIENTE

E' triste, ma è così. Attenetevi il più possibile a quelle che sono le "regole del buon acquario", regole che scoprirete con il tempo informandovi. Ci sono, è vero, delle condizioni che alla luce dei fatti rappresentano più finezze (per esempio il controllo accuratissimo del pH o l'uso di lampade particolarmente ricercate) che necessità impellenti, ma su queste ultime non prendetevela troppo comoda. Vedi anche "Scelta delle Piante" e "Scelta dei Pesci".

* CHI PIU' SPENDE MENO SPENDE

Checché se ne dica, un acquario costa. Un acquario da 60 litri con tutte le carte in regola può costare anche 500 mila lire solo di impianto. Se è più o meno vero che potete aspettare la mancetta di natale o la tredicesima per installare l'impianto a CO2, magari usando nel frattempo l' impianto artigianale descritto in questo sito, lo stesso non può dirsi di certi aspetti per i quali non sarà più possibile intervenire, come il fondo. Acquistate un fertilizzante magari anche costoso, ma che duri a lungo, aggiungendovi un cavetto riscaldante (di marca! Altrimenti non lo mettete!) se mirate ad una vegetazione rigogliosa.
Purtroppo su questo argomento della spesa iniziale è impossibile essere del tutto precisi in quanto si basa molto sull'esperienza personale dell'acquariofilo. In fin dei conti è importante avere presente che economizzare oggi darà grossi rimpianti domani, portando le vostre tasche a spendere parecchio per compensare i problemi dell'acquario.

* ATTENTI AI NEGOZIANTI...!

E' un argomento un po' scottante, ma vale la pena avvertirvi.
Purtroppo esistono negozianti che per ignoranza o per superficialità non sono attendibili. Cosa significa "non attendibili"? Che magari vi rifilano piante difficili passandole per piante senza pretese, o vedendovi pesci del tutto inadatti all'acquario di comunità. Presto vi farete un'idea del negoziante di fiducia (?), se questo non vi soddisfa non esitate a cambiarlo. A volte ci si può fare un'idea del padrone del negozio guardando il negozio stesso!

* SCELTA DELLE PIANTE

Abbondate! Parecchie piante rendono l'acquario estremamente gradevole e sono la migliore difesa contro le alghe. In questo sito trovate tutta una serie di consigli sulle piante per iniziare e su come piantarle. Procuratevi (magari fatevi prestare) una enciclopedia delle piante acquatiche che dia buoni consigli sulla coltivazione, ad esempio "Il nuovo libro delle piante d'acquario" delle edizioni Tetra o il Manuale Dennerle.
Scegliete piante senza particolari esigenze, ma non scoraggiatevi se i primi giorni passerete metà del tempo a raccogliere foglie marce dalla superficie dell'acqua: spesso i fusti spogli delle piante a stelo danno un sacco di getti laterali. Personalmente non sono del tutto d'accordo sulla politica (piuttosto condivisa) dell' "acquistare poche piante, ma a riproduzione veloce così da riempire l'acquario comprando inizialmente poche piante". Così si lasciano scoperti i primi giorni rischiando veramente brutto una proliferazione di alghe. L'ideale sarebbe riempire l'acquario di piante a crescita veloce e sostituirle man mano con piante più tranquille.
Attenti a non finire all'estremo opposto: piante che sembrano piccoline al negozio possono diventare "colossi" da 30 cm di diametro. Caso tipico sono le Echinodorus, che inserite nell'acquario spesso cambiano dimensione e forma delle foglie a causa della loro capacità di acclimatazione, questo comporta una sensibile diminuzione della luce disponibile nell'acquario (specie se le piantate al centro e il livello dell'acqua è basso: la pianta blocca anche la luce trasversale dei neon).
Per finire, diffidate di piante dalla colorazione particolare (rossa o bianca) o in generale delle piante bizzarre; di solito hanno grosse pretese di coltivazione, in particolar modo per quanto riguarda l'illuminazione o la temperatura dell'acqua. Ovviamente è una regola decisamente empirica, quindi vi rimando alla letteratura specializzata.

* SCELTA DEI PESCI

Su QUANTI pesci inserire e QUANDO inserirli si scontrano varie scuole di pensiero... Tutti concordano che conviene inserire pochissimi mangiatori di alghe tre o quattro giorni dopo l'allestimento (esistono prodotti che permettono una maturazione rapida del filtro, evitando problemi da popolamento precoce) nutrendoli con pochissimo mangime. Mentre aspettate che i tempi siano maturi per inserire gli altri pesci, decidete cosa metterete nell'acquario!
Evitate le cosiddette 'zuppe di pesce', ossia mucchi senza senso di pesci di un sacco di razze diverse in numero totalmente errato (tipo esemplari singoli di pesci di branco, che andrebbero inseriti in gruppi di almeno 5 esemplari). Non dovete fare uno zoo! Se allestite un 60 litri, un branco di dieci pesciolini e una coppia di ciclidi nani o anabantidi sarà sufficiente, movimentando il fondo con qualche Corydoras e aggiungendo possibilmente qualche mangiatore di alghe.
Un buon metodo è di inserire i pesci 'definitivi' - a partire da 7/10 giorni dall'allestimento - un pò per volta, vedendo come i pesci 'riempiono' l'acquario. Cercate di imparare rapidamente i nomi e le varie famiglie, così potrete intuire grossomodo il comportamento e le esigenze delle varie razze.
Fate attenzione ai pesci sconosciuti! Se avete motivo di non fidarvi ciecamente del negoziante, informatevi sui libri o da altri acquariofili. Esistono bizzeffe di pesci tanto carini o buffi che però mangiano le piante (o gli altri pesci).
Su granchi, gamberi, lumache e ranocchie che si trovano in vendita non mi pronuncio: se non sapete BENE di cosa si tratta, lasciate perdere.

* QUALCHE AVVERTIMENTO SPECIFICO SUI PESCI

I PECILIDI: sono tra i pesci più semplici da riprodurre; non ne mettete troppi perché inquinano abbastanza. Formano branchi poco compatti, quindi volendo si possono inserire a coppie, limitatamente alle specie più grandi (Black Molly, Velifere e Portaspada). Sono purtroppo piuttosto vulnerabili alle malattie, specialmente quella dei puntini bianchi.

I CICLIDI: tra i pesci più amati, vanno tenuti a coppie e hanno un comportamento molto variabile da specie a specie. Attenti a non inserire ciclidi africani (Pseudotropheus, Lamprologus, Melanochromis, Julidochromis) perché sono del tutto inadatti all'acquario di comunità. I 'Ciclidi Nani', cioè le specie più piccole e meno aggressive, possono essere inseriti in più coppie. Anche alcuni di questi però possono dare problemi (come gli irrefrenabili Cichlasoma che alcuni vecchi libri passano per "adorabili" ma messi nell'acquario prendono molto a cuore la missione di distruggervelo). Aequidens, Apistogramma e Papiliochromis sono probabilmente i più adatti all'acquario. Famosissimi gli Scalari, ma poco adatti agli acquari piccoli - inseriteli nell'acquario da giovanissimi se volete abbinarli a pesci di piccola taglia altrimenti potrebbero scambiarli per mangime vivo. Evitate i Discus perché sono pesci per esperti...

I CARACIDI: sottordine in cui ricadono i celebri 'Neon', vanno tenuti in branchi numerosi. Amano acquari ricchi di piante e raramente danno problemi. Sono però piuttosto timidi e vanno abbinati a pesci tranqulli.

I CIPRINIDI: altro sottordine di pesci da tenere in branco molto adatti all'acquario di comunità.
Alcune specie attaccano altri pesci, ma in casi molto particolari su cui qualsiasi negoziante può informarvi.

GLI ANABANTIDI: andrebbero, come i Ciclidi nani, tenuti a coppie o in piccoli branchi. In circostanze non del tutto accertate, manifestano una certa aggressività tra di loro: purtroppo l'unico modo per accertarsene è provare. Riservano più soddisfazioni all'acquariofilo esperto. Uno dei più famosi Anabantidi, il Pesce Combattente, in acquario mantiene spesso un comportamento decisamente pigro e passivo.

I SILURIDI: andrebbero tenuti in ogni acquario. Spassosissimi i Corydoras, di cui dovreste selezionare una specie particolare con cui formare un piccolo branco. NON mangiano gli escrementi degli altri pesci come alcuni ancora pensano.

Buona fortuna e buon divertimento!

COME INTRUDURRE PESCI IN ACQUARIO



Se per tutti noi trasferire un pesce da una vasca a un'altra non è un grosso problema, lo stesso non si può dire per lui. Come sappiamo, ogni volta che si parla di acqua si parla di un elemento molto complesso, influenzato da diversi fattori assai varibili (pH, temperatura, durezza, etc.). E' per questi motivi che l'ambientamento di un pesce in una vasca nuova deve essere graduale. Nella maggioranza dei casi l'animale, da noi appena acquistato, ha già cambiato "casa" diverse volte (allevatore, grossista, negozio) ed è opportuno, visto che dovrebbe rimanere per anni, abituarlo gradualmente alle condizioni ambientali che troverà.
Dunque, dopo aver scelto la specie adatta per la nostra vasca (che è già stata preparata, completa di acqua, piante, filtri e tutto quanto necessario, da almeno una-due settimane), andiamo ad acquistare i pesci. Ci siamo organizzati in modo da poter compiere il tragitto dal negozio all'acquario nel più breve tempo possibile, per non far subire agli animali sbalzi di temperatura. Se prevediamo che il viaggio sarà lungo, ci organizziamo con contenitori in espanso, o in altro materiale isolante, vanno benissimo i contenitori termici o le borse da pic-nic. Il negoziante provvede a fornirci i pesci in sacchetti nei quali insuffla anche della aria circa il 60% della pienezza del sacchetto, in modo che essi possano avere ossigeno a sufficienza.
Appena arriviamo a casa o nel luogo dove teniamo l'acquario, dobbiamo spegnere le luci della nostra vasca e immergere il nuovo arrivato nell'acquario, ancora chiuso nel sacchetto, al fine di abituarlo alla nuova temperatura; meglio aspettare una ventina di minuti.
A questo punto apriamo il sacchetto e facciamo in modo che, molto lentamente, possa entrarvi un pò di acqua della vasca (magari con un bicchiere) per far affrontare gradualmente al pesce le caratteristiche chimico fisiche del nuovo acquario.
Dopo aver ripetuto quest'ultimo procedimento due o tre volte, potete rilasciare i pesci.
Alcuni pesci, al sentire il flusso di corrente, usciranno veloci dal sacchetto e il "trapianto" sarà fatto. Altre specie più timide, si rintaneranno in fondo al sacchetto. In questo caso, senza spaventarle e senza forzare i tempi, lasciamole un pò tranquille e poi, molto dolcemente, spingiamole nella vasca.
I pesci appena introdotti molto probabilmente andranno in qualche angolo riparato e se ne staranno a studiare il nuovo ambiente. Lasciamoli tranquilli e digiuni per un giorno: lo stress del viaggio avrà probabilmente tolto loro l'appetito e, in ogni caso, sappiamo che è meglio avere un pesce leggermente affamato, piuttosto che avanzi di cibo in putrefazione sul fondo.
Ciao a tutti e in bocca al lupo!!!!!!!!!!!!!

sabato 5 giugno 2010

Aquarium tips: ordinaria amministrazione di un acquario


Un consiglio che do spesso è quello di leggere un bel libro sugli acquari, completo ed esaustivo, per imparare come funziona un acquario, come sceglierlo, come allestirlo per far vivere degnamente i pesci che abbiamo scelto di ospitare o l’ambiente che abbiamo deciso di riprodurre.
E chiaramente come manuternerlo…perchè l’acquario ha bisogno di cure, i pesci e le piante ne hanno bisogno, ed anche noi, perchè se abbiamo una “scaletta” delle cose da fare ben chiara, e la seguiamo, sicuramente eviteremo al nostro acquario molti problemi, che diventano seccature, guai, spese aggiuntive per noi “conduttori”.

Non parlo di cose assurde, chi ha un acquario sa benissimo che può ritagliarsi il suo tempo e il suo spazio, quello che a lui è congeniale per non farsi stressare da uno o più acquari in casa. Mantenere un acquario “medio” è alla portata di tutti, cioè un acquario che non sia una palude malsana dove sopravvivono a stento 2 “pesci pulitori” alghivori e qualche sparuta pianticella, ma neanche un acquario perfetto dove decine di Discus si riproducono su praticelli di Glossostigma.

Però mai nessuno mi ha risposto dicendo che ha comprato questo o quel libro…anche dopo la mia segnalazione di alcuni titoli in particolare…nulla…l’italiano “medio” evidentemente ha dei problemi nel leggere…molti non riescono neanche a leggersi un paio di pagine prima di addormentarsi, credo, per questo neanche un libro su un hobby, con tante foto e figure e disegni può destare il loro interesse…
Cosa per me stranissima perchè in casa ho almeno 3 libri di acquari e un centinaio di riviste del settore…che mi guardo e riguardo abitualmente. (ricordate che ho comprato anche le riviste in giapponese? )

Per questi, ma anche per gli altri che vogliono fare un “ripassino”, buttiamo giù qualche consiglio per l’ordinaria manutenzione di un acquario d’acqua dolce. In seguito penserò anche ad una lista con qualche modifica per l’acquario marino, ma le differenze sono minime..o meglio sono tutte operazioni in più.

Manutenzione giornaliera (acqua dolce)

Questo è un elenco delle attività che sarebbe consigliabile fossero effettuate ogni giorno, per mantere al meglio un acquario:

Accendere le luci…avete un timer? meglio, lo farà per voi! Tempo consigliato per il fotoperiodo (7-10 ore)
Controllare la temperatura dell’acqua (il riscaldatore funziona regolarmente?)
Controllare che il filtro funzioni, che quindi l’ingresso non sia intasato e che anche l’uscita dell’acqua sia regolare e libera
Osservare i pesci per eventuali sintomi di malattia…prima s’interviene con la cura e più elevate sono le possibilità di riuscita e quindi di evitare perdite
Vedete pesci morti? Meglio controllare al mattino…eviterete che rimangano corpicini in decomposizione al vostro ritorno da lavoro/scuola
Alimentare i pesci in acquario, meglio 2 volte al giorno in dosi ridotte, piuttosto che una volta sola. Attenzione che il cibo venga mangiato tutto…ogni spreco è un po’ di sporco in più in acqua…
Manutenzione settimanale (acqua dolce)
sciacquare la parte di filtrazione meccanica del filtro interno…se è di facile accesso, allora anche quella del filtro esterno.
Qualche pianta, ad esempio quelle a stelo, si è staccata dal fondo (spesso per colpa di qualche pesce)? E’ il momento di ripiantarla.
Qualche pianta è troppo alta o stà “salendo” sopra ad un’altra, facendole ombra o dandole fastidio? E’ il momento di potarla, e magari ripiantare le potature da un’altra parte…oppure regalarle ad un amico.
Pulire i vetri, con calma e gli strumenti giusti…evitate di usare il primo panno o pezza o spugnetta che trovate per pulire i vetri esterni…sono perfetti i vecchi giornali leggermente bagnati di acqua d’osmosi o demineralizzata…o al limite l’acqua del rubinetto.
Controllare i valori dell’acqua, specialmente nei primi 3 mesi di vita, oppure se ci sono stati cambiamenti di flora o di fauna nella settimana precedente. Altrimenti i controlli possono anche diventare più radi…fino a diventare mensili
cambiare una parte dell’acqua…NON TUTTA!!! Solitamente può andar bene cambiare regolarmente il 10-20% dell’acqua di un acquario
rabboccare l’acqua evaporata…possibilmente con acqua d’osmosi, così da non alterare i valori chimici
Manutenzione mensile (acqua dolce)
pulire bene il filtro esterno, spugne e/o lana (i cannolicchi NON SI TOCCANO, al limite una sciacquatina con la stessa acqua dell’acquario)
controllare nuovamente i valori dell’acqua

Cambi dell’acqua in acquario: DO e Don’t


DO: cambiare l’acqua all’acquario FA BENE, E’ NECESSARIO, VA FATTO.
Ogni quanto e quanta lo scegliamo noi a seconda di diversi fattori, prima di tutto il carico organico e il rapporto con la quantità di piante. Mediamenti è consigliabile cambiare dal 15% al 30% ogni 7-15 giorni.
Personalmente sono abbastanza pigro e cambio mediamente il 30% ogni 3-4 settimane.
DON’T: usate acqua diversa dal solito, l’acqua dei cambi DEVE essere ad una temperatura quanto più vicina possibile a quella dell’acquario e stesso dicasi per i valori chimici.
Chiaramente se cambiate il 5% lo sbalzo sarà minimo…ma se cambiate il 30% con acqua MOLTO più acida o basica, allora il PH ne potrebbe risentire notevolmente, così la temperatura.
DO: usate un biocondizionatore quando usate molta acqua di rubinetto. Personalmente ne utilizzo solo il 10-20%, per cui ne faccio a meno ormai da anni e anni…ma non tutti usano acqua d’osmosi.
DON’T: dimenticate di effettuate almeno un cambio d’acqua extra quando avete: usato un medicinale in acquario, fatto in "pesante restyling" di piante, legni o rocce in acquario (sollevando inevitabilmente dello sporco dal fondo), sovradosato qualcosa in modo accindentale (a me capita ogni tanto con alcuni flaconi che non hanno beccucci o dosatori, per cui svitato il tappo e inclinati il contenuto scende tutto insieme!)

Invertebrati d’acqua dolce: gamberetti


Ma sapete quante specie e sopratutto varietà di piccoli gamberetti esistono…e quante sono allevate anche da semplici appassionati come noi?
Molte…!
Nella mia ignoranza in tema di crostacei d’acqua dolce (ok…anche di altre cosette…ma non stiamo a puntualizzare! ) mi fermavo a 4-5 specie…invece ho trovato un post sul forum di Acquaportal dove se ne trovano a decine…e non credo neanche sia una lista completa ma solo un’elenco di quelle che si riescono a trovare in commercio.

Vi riporto la lista di gamberetti d’acqua dolce:

Neocaridina heteropoda (ex-denticulata sinensis) varietà red
Nome comune: Red Cherry o Red Fire

Neocaridina heteropoda var. yellow
Nome comune: Neocaridina Yellow

Caridina palmata
Nome comune:Palmata

Neocaridina cf. zhangjiajiensis var. white
Nome comune: White Pearl

Neocaridina cf. zhangjiajiensis var. blue
Nome comune: Blue Pearl

Caridina cf. breviata Hummel
Nome comune: bumblebee

Hummel Caridina cf. breviata Hummel
Nome comune: bumblebee primitive

Caridina cf. cantonensis Tiger
Nome comune: Tiger primitive

Caridina cf. cantonensis Tiger
Nome comune: Tiger

Caridina cf. cantonensis sp. blond eye Tiger
Nome comune: Tiger blonde eyes

Caridina cf. cantonensis sp. blue Tiger
Nome comune: Tiger blu

Caridina cf. cantonensis Crystal Red
Nome comune: Crystal red

Caridina cf. babaulti Green
Nome comune: Babaulti green

Caridina cf. cantonensis Biene
Nome comune:Biene grado A

venerdì 4 giugno 2010